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Cascina Grande

Cascina Grande - Rozzano

Cascina Grande era un’antica azienda agricola, costruita nel 1881 dai marchesi Zanoletti.
Oggi la cascina è composta da tre edifici: le stalle, destinate alla biblioteca degli adulti, le scuderie, dove sono collocati la sala conferenze e lo spazio espositivo, e il mulino, dal 1999 sede della biblioteca per i più giovani.
Tutto il complesso appartiene al Comune di Rozzano, che lo ha acquistato alla fine degli anni del secolo scorso e completamente ristrutturato. Il centro culturale polifunzionale è tra i pochi in Lombardia ad offrire servizi integrati (lettura, consultazione on-line, visite di mostre d’arte o fotografiche, conferenze e manifestazioni, consultazione dell’archivio fotografico locale).

Via Togliatti - Rozzanowww.cascinagrande.it

Itinerario 5: In barca tra ville e natura

Ore 08.45. Ritrovo in pullman a Boffalora Sopra Ticino presso piazza Falcone e Borsellino (piazza dove è presente l’ufficio postale; si raggiunge percorrendo via G. Donizetti). Trasferimento a piedi presso l’imbarcadero di Boffalora Sopra Ticino in piazza IV Giugno, per una navigazione con imbarcazione riservata lungo un tratto del suggestivo Itinerario delle Delizie. Navigazione attraverso le località di: Bernate Ticino, con la splendida Canonica Agostiniana; Rubone, con una delle prime torri di avvistamento sul canale, fino ad arrivare a Castelletto di Cuggiono, con il più antico ponte sul Naviglio Grande. Rientro in barca a Boffalora sopra Ticino.

Ore 10.30. Trasferimento in pullman a Besate presso via Bertoglio Pisani, all’altezza degli antichi lavatoi. Sarà possibile visitare il borgo di Besate, in particolare il cortile della Villa Visconti di Modrone, alla quale si accede da un portale monumentale e la chiesa parrocchiale di San Michele.

Ore 12.30. Pranzo presso agriturismo con possibilità di visitare l’azienda
Primo, secondo con contorno, ½ acqua, ¼ vino, caffè

Ore 15.00. Trasferimento in pullman in Località Zerbo (Besate) per scoprire il giardino e il parco della omonima villa, costruita agli inizi del ’900 su progetto del famoso architetto Piero Portaluppi. Sarà possibile visitare la Chiesa de Lo Zerbo, con una originale pianta di forma ottagonale e impreziosita da un bellissimo affresco. La costruzione risale agli inizi del ’700, quando i cittadini di Besate decisero di edificarla come ringraziamento per essere riusciti a evitare una terribile epidemia di peste. Al suo interno è custodito un meraviglioso dipinto di Madonna con Bambino, in origine chiamato Beata Vergine, poi rinominato La madonna dello Zerbo, da cui il nome sia alla chiesa sia alla località.

Ore 16.30 circa. Fine dei servizi.

Santuario Madonna del Terdoppio

Questo Santuario fu affidato nei primi tempi ai Monaci Cistercensi, poi passò alla dipendenza del Priore di S. Maria in Pertica di Pavia, e nel 1574 ai Monaci di S. Ambrogio ad Nemus. Fu priorato e divenne commenda. Nel 1671 vennero a custodire la cara Madonna i Carmelitani, detti di Mantova, che vi restarono sino al 1783. Poi tutto passò in dominio dell’Ospedale di Pavia. Ma la Comunità salvò dalla distruzione il caro Santuario con un’enfiteusi perpetua nel 1791. Zinasco Vecchio era soggetta alle rovinose piene del Po e molte famiglie si portarono ad abitare qui, vicino allo sguardo della Vergine. Per questo il paese si disse Madonna di Zinasco, o Zinasco Nuovo. L’immagine della Beata Vergine, che allatta il grazioso Bambin Gesù, è affrescata sul muro, circondata da una cornice tutta di marmi. E’ tradizione che la Miracolosa immagine si trovasse sopra un pilone vicino al Terdoppio e di là fosse portata nella nuova Chiesa. Per questo si dice anche la Madonna del Terdoppio. La devota pittura della Madonna, seduta sopra un seggiolone, benché ritoccata, presenta le caratteristiche dei primi anni del 1400.

P.zza Del Santuario - Zinasco Nuovo - Zinasco

Villa Carena

Edificio che incorpora nelle sue mura quello che rimane del vecchio castello di Sairano, costruzione del XV secolo. E’ difficile stabilire oggi quanto sia sopravvissuto di originale: la villa padronale, ricostruita su preesistenze settecentesche ancora identificabili, mostra evidenti i tentativi di imitazione di canoni e stilemi medievali.

Fraz. Sairano - Zinasco