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I Navigli

Motta Visconti

Centro di pianura, di 7.658 abitanti, con un’economia basata soprattutto sulle attività industriali; discreta è la presenza dei servizi. Abitata già in epoca romana e originariamente chiamata Campese, dal latino CAMPESTER, CAMPENSIS o LOCUS CAMPENSIS, dalla metà del XIV secolo assunse il nome di Motta o La Motta, che deriva dal termine “mota” o “motta”, ossia ‘mucchio, cumulo’, indicante una sorta di collinetta spesso appositamente realizzata nelle zone pianeggianti per esigenze di difesa e dotata di varie fortificazioni.

La seconda parte del toponimo fu aggiunta nella prima metà del Quattrocento, con chiaro riferimento alla famiglia milanese che possedette a lungo queste terre. Nel corso del Medioevo appartenne a più signori: dopo essere stata infeudata ai De Campexis, passò infatti ai Del Mayno e ai Visconti di Cislago. Coinvolta fino al XIV secolo nelle guerre tra Pavia e Milano e assoggettata nei secoli successivi alle dominazioni di francesi, spagnoli e austriaci, entrò a far parte delle proprietà di numerose altre nobili famiglie.

Per la sua posizione al confine tra il Piemonte e il Lombardo Veneto, durante le guerre d’indipendenza fu ripetutamente attraversata da patrioti in fuga e da quanti desideravano arruolarsi nell’esercito piemontese per liberarsi dal dominio austriaco. Disastrose furono le conseguenze dell’ultimo conflitto mondiale, quando fu occupata dai tedeschi, con forte reazione dei partigiani.

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