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19 gennaio 2018

Leonardo da Vinci, nel territorio dei

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Milano e la Lombardia conservano opere e documenti di Leonardo straordinari, ma anche molti segni materiali e immateriali della sua permanenza. Nell’area milanese sono anche frequenti le testimonianze dell’impulso che gli studi di Leonardo hanno dato all’evoluzione delle pratiche di governo delle acque.

Anche se molte leggende circa il ruolo di Leonardo nella costruzione dei Navigli e delle conche di navigazione vanno ridimensionate, i suoi studi sull’acqua, sviluppati osservando fiumi, laghi e canali della Lombardia, assumono forma sistematica nel suo progetto di città ideale e pongono le basi della moderna scienza idraulica.

La città di Abbiategrasso è attraversata dal Naviglio Grande, che porta le acque del Ticino da Turbigo a Milano, ed ha sul proprio territorio anche l’incile del Naviglio di Bereguardo che collega la città, con un piacevole percorso e una pista ciclabile, al borgo di Morimondo, circostanza che l’ha resa nel Rinascimento uno dei più importanti snodi commerciali tra Milano e Pavia.

Lo snodo turistico attuale passa attraverso la valorizzazione di una produzione agroalimentare d’eccellenza: quella risicola. Le risaie sono un patrimonio culturale immateriale oltreché una fonte di reddito, ed alle risaie è legata anche l’immagine di Leonardo da Vinci che proprio in un Comune confinante con Abbiategrasso, Vigevano, oltre cinquecento anni fa ha progettato e realizzato dapprima la bonifica delle paludi che circondavano la Sforzesca e poi la canalizzazione a scopo irriguo di quei territori.

L’episodio, storicamente documentato, della permanenza di Leonardo da Vinci nel vigevanese rappresenta per Vigevano e la Lomellina l’opportunità di richiamare l’attenzione su di una rilevante eredità culturale, le cui origini sono rinvenibili nella stagione sforzesca delle grandi trasformazioni architettoniche ed economiche inaugurata da Ludovico il Moro, di cui permangono grandi testimonianze come il Castello e la Piazza Ducale, la Sforzesca, la rete dei Navigli, dei mulini e delle cascine

Sicuramente Leonardo da Vinci, nei tanti suoi anni di vita in Lombardia, transitò spesso da Abbiategrasso e nel suo Castello Visconteo quando viaggiava verso Vigevano o verso Pavia. Rispetto alle sue influenze va segnalata infatti la presenza di notevoli affreschi di scuola leonardesca a cura di Nicola Mangone (Caravaggio, 1480-1485 – Caravaggio, Gennaio 1546) , detto il Moietta, riportati alla luce e all’antico splendore nel recente restauro della Chiesa e nell’ex convento dell’Annunciata.

I castelli di Abbiategrasso e Vigevano e l’Abbazia di Morimondo sono i tre vertici di un triangolo nel quale la presenza di Leonardo fu assidua, perché viaggiava o perché studiava ora la natura ora le architetture, o perché incontrava gli amici come accadeva con il Bramante a Vigevano.

Tra l’altro, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, fu proprio l’allora abate commendatario, cardinale Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico nonché futuro papa Leone X, a rivitalizzare il centro monastico di Morimondo.

E oltreché per un ipotetico percorso che collega due tra le più importanti abbazie del nostro territorio, Morimondo e Certosa di Pavia, c’è un altro collegamento che porta da Abbiategrasso a Certosa: Gian Galeazzo Maria Sforza, sesto Duca di Milano (terzo degli Sforza) nacque nel Castello Visconteo di Abbiategrasso nel 1469 e morì a Pavia, per essere poi sepolto nel 1494 a Certosa.

Leonardo da Vinci fu molte volte, nel suo primo periodo milanese, ad Abbiategrasso, a Morimondo e a Vigevano, e soggiornò a lungo alla Sforzesca, mentre a Pavia e di lì a Certosa – pur se vi sono tracce certe di una sua presenza nel 1490, per il Duomo pavese – si recò frequentemente nel 1510 e 1511 per studiarvi anatomia con Marcantonio dalla Torre.

Leo Abb-Vig