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I Navigli

Paderno d’Adda

Comune collinare, di 3.826 abitanti, che fonda le proprie basi economiche sulla felice coesistenza di attività agricole, industriali e commerciali. Il ritrovamento, nei dintorni, di reperti antecedenti all’impero romano è indicativo di insediamenti preistorici e celtici. Dopo la dominazione romana la zona fu sotto la giurisdizione ecclesiastica della pieve di Brivio; con il dominio spagnolo, passò nelle mani della famiglia dei conti Corio. Il fiume Adda ha sempre rivestito un’enorme importanza sia per l’economia che per gli scambi culturali.

La navigabilità e l’attraversamento del fiume sono stati i due problemi che maggiormente hanno afflitto gli abitanti: navigare sul fiume risultava difficile e pericoloso a causa dei frequenti dislivelli e gorghi, mentre l’attraversamento era praticamente impossibile. Carlo Magno fece costruire un ponte, che in seguito fu più volte abbattuto e ricostruito. Sotto il ducato di Milano, Ludovico il Moro affidò a Leonardo da Vinci l’incarico di rendere il fiume navigabile ma poi il progetto fu abbandonato.

Anche Francesco I Sforza si interessò al problema, fin quando Giuseppe Meda, sul finire del ’500, costruendo un canale, rese possibile la navigazione ed il trasporto di merci fino al territorio padernese. Nel ’700, sotto il dominio austriaco, fu costruito un altro canale di navigazione; nel secolo XIX la realizzazione di un ponte in ferro risolse la questione dell’attraversamento.

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