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I Navigli

Civiltà di Golasecca

Gol.

Con questa denominazione viene definita una particolare cultura protostorica, sviluppatasi nel Canton Ticino, nei Grigioni e nell’area nord-occidentale della penisola italica, tra le Alpi ed il Po, specialmente intorno al bacino verbano ed a quello comasco, tra il IX ed il IV secolo a.C., durante la prima età del Ferro. Il territorio circostante l’uscita del Ticino dal lago, caratterizzato da una serie di ghiaioni e cateratte, che giustificano il toponimo di “Golasecca”, era protetto da un anfiteatro di colline moreniche e si costellò di piccoli e grandi villaggi, con scali per la gestione della navigazione e controlli nei punti nodali di scambio dei prodotti provenienti dall’ambiente mediterraneo-etrusco e destinato ai mercati transalpini. Significative testimonianze, restituite da necropoli rinvenute in occasioni di scavi, hanno permesso di verificare l’appartenenza degli abitatori a penetrazioni di origine celtica. Le loro sepolture, ascrivibili al rito dell’incinerazione, erano spesso protette da strutture in pietra più o meno complesse. L’esame di numerosi reperti, sistematicamente documentati, testificano che nella facies golasecchiana il commercio prevaleva sull’agricoltura, che già si coltivava la vite, che fiorivano attività artigianali e che sviluppata era l’arte della filatura e tessitura.

Abitavano in capanne di modeste dimensioni, costituite da una struttura in tronchi e da pareti in paglia e fango seccati, coperte da rami intrecciati con frasche. Recenti scoperte archeologiche di iscrizioni su pietra e su ceramiche funerarie hanno consentito di far risalire la conoscenza dell’alfabeto al VII secolo a.C. e di definirlo di origine leponzia connessa alla lingua etrusca. Nel V secolo la comparsa del centro di Milano, fondato dagli Insubri, posto in una posizione strategica per i traffici viari, portò al declino dei centri golasecchiani insediati sulle sponde del Ticino.

località Golasecca - Sesto Calende