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Abbiategrasso e navigazione sul Naviglio Grande

L'itinerario si sviluppa ad ovest di Milano, partendo da Abbiategrasso il percorso vede la visita dei beni monumentali del centro storico e della frazione di Castelletto. Il percorso prosegue verso nord lungo il Naviglio Grande a Cassinetta di Lugagnano presso le sue Ville. Da Cassinetta l'itinerario prosegue su barca con la navigazione dall'approdo a Castelletto di Cuggiono. Presso Cuggiono l'itinerario si sviluppa dalla frazione di Castelletto e prosegue verso il centro storico. Il percorso conta una durata di circa 3 ore di cui 1 ora di navigazione e le restanti parti sono facilmente fruibili in bicicletta.

Navigli Lombardi
  • Chiesa di San Pietro Leggi…

    La chiesa di San Pietro, realizzata in epoca longobarda, rappresentò il primo edificio religioso della comunità abbiatense. Essa venne poi rifatta nel 1700 ad opera Francesco Croce, ad eccezione del campanile, che rimase quello originario. L’edificio, con pianta a forma di croce greca, cioè con i due bracci di uguale lunghezza, conserva al suo interno il notevole altare maggiore, di stile neoclassico, realizzato su progetto di Luigi Cagnola. Notevole anche l’organo, risalente al 1821 e realizzato dai fratelli Bergamaschi, e le tele seicentesche opera dello Zoppo di Lugano.

  • Chiesa di San Bernardino Leggi…

    La Chiesa di San Bernardino fu originariamente costruita nel XV secolo in onore all’omonimo Santo, che nell’anno 1431 visitò queste terre. La coesistenza all’interno della minuscola chiesa di due confraternite determinò l’esigenza di realizzare una chiesa più grande, la cui prima pietra fu posta il 30 agosto del 1614. La vecchia chiesa e una casa ad essa adiacente furono quindi abbattute per fare spazio alla nuova chiesa, che sorse alla destra della precedente struttura, con un inusuale orientamento sull’asse nord-sud. La Chiesa fu completata in diversi momenti: nel 1686 venne progettato e realizzato il coro, mentre il campanile risale al 1717. In anni recenti la Chiesa di San Bernardino è stata ristrutturata e recuperata alla bellezza originaria. L’edificio ha una pianta rettangolare e si caratterizza per la facciata tipicamente barocca progettata dal Richini, in cui lesene, statue e ornamenti architettonici arricchiscono l’impatto visivo della chiesa. L’interno, a unica navata con volta a botte, riserva al visitatore interessanti spunti come le decorazioni con marmi e stucchi degli altari laterali e l’altare neoclassico risalente ai primi del XIX secolo. Di grande interesse anche la statuetta contenuta nella nicchia dell’altare raffigurante la Vergine del Rosario, opera del Brusca risalente al 1820.

  • Casa Orsini Leggi…

    Nel cuore del quartiere di Santa Maria si trova Casa Orsini di Roma, attuale sede della Banca Agricola Mantovana e tornata agli antichi splendori grazie al restauro del 1970. Edificio di origini quattrocentesche, profondamente ristrutturato nel XVIII secolo, Casa Orsini è uno dei palazzi storici più antichi della città. L’edificio fu acquistato nel 1661 dalla nobile famiglia milanese degli Orsini di Roma, insieme al giardino retrostante. La parte ad est dell’edificio, risalente al XV secolo, fu annessa successivamente. Lo stile appare tipicamente neoclassico, con sei grandi finestre per ordine sottolineate da cornici ed elementi decorativi. Il portale di ingresso, bugnato, è sormontato da una balaustra in ferro battuto. L’interno è caratterizzato dalla presenza di ampi saloni e gallerie che ben si prestavano a fare da sfondo ai diversi incontri diplomatici e conviviali che la famiglia Orsini era solita avere.

  • Palazzo Stampa Leggi…

    Palazzo Cittadini Stampa si trova lungo l’alzaia del Naviglio Grande nei pressi dell’incrocio con il Naviglio di Bereguardo, complesso architettonico e storico di primaria importanza, sede di segreti incontri di patrioti e personalità centrali dell’unità d’Italia. Il Palazzo non ha una precisa data di realizzazione: la prima documentazione scritta risale all’anno 1697, quando viene citato nel testamento del Sacerdote Giuseppe, considerato il probabile autore dell’opera architettonica. L’edificio fu realizzato per volere della ricca famiglia milanese dei Cittadini, che già dal XV secolo risultava proprietaria di diversi terreni in queste zone. La loro fortuna incontrò però un lungo declino tanto che, nel 1751, decisero di cedere parte del complesso e nel 1792, con la morte di Giovanni Cittadini, ne persero completamente la proprietà. Il palazzo e il giardino furono quindi acquistati, nel 1835, da Giuliano Baronio, marito di una discendente della famiglia Visconti e quindi, per via ereditaria, alla figlia e a suo marito, il celebre patriota Gaspare Stampa. Egli vi abitò fino alla morte, giunta nell’anno 1874. Da allora il Palazzo divenne di pubblica proprietà passando all’E.C.A (Ente Comunale di Assistenza di Milano) che ne ricavò alcuni alloggi e quindi all’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso.

  • Pia Casa degli Incurabili, ora Istituto Golgi Leggi…

    L’Istituto Golgi, famoso istituto geriatrico, è un complesso di edifici risalenti a diversi periodi storici. Il nucleo originario della struttura risale al XII secolo come testimoniato da un documento del 1218 e fu presumibilmente fondato dai monaci cistercensi dell’Abbazia di Morimondo. Nel 1785 fu il famoso architetto Leopold Pollack, suoi anche i progetti di Villa Reale a Milano, a disegnarne l’ampliamento voluto da Giuseppe II Imperatore d’Austria. Scopo dei lavori era quello di adattare la struttura a casa di ricovero per inabili. Da allora il complesso divenne noto come la Pia Casa degli Incurabili e fu importante centro di cura per tutto il territorio. Interventi di ristrutturazione e di ampliamento avvennero anche nel XIX secolo. Le più importanti furono operate da Lorenzo Carmagnola nel 1854 e, nel 1873, da Giuseppe Balzaretti, noto architetto famoso per la sistemazione dei Giardini Pubblici di Milano. Proprio in quegli anni Camillo Golgi divenne medico chirurgo dalla Pia Casa e, lavorando in un piccolo laboratorio improvvisato nella cucina dell’appartamento che gli era stato assegnato, sviluppò la tecnica della colorazione dei tessuti nervosi, successivamente denominata “reazione nera”. L’importanza degli studi di Camillo Golgi fu poi riconosciuta nel 1906 con l’assegnazione del Premo Nobel per la medicina. La Pia Casa divenne allora “Istituto Golgi” e conserva anche ai giorni nostri il suo primario ruolo di centro di cura e di sperimentazione medica.

  • Castello Visconteo Leggi…

    Fu costruito nel 1277 su volontà di Ottone Visconti. A partire dal 1381 venne ristrutturato da Filippo Maria Visconti e successivamente ulteriori abbellimenti furono compiuti dagli Sforza e da Ludovico il Moro, fino a renderlo un classico esempio di castello signorile di pianura. Circondato da un fossato, si sviluppa intorno ad una vasta corte quadrangolare, originariamente con quattro torri raccordate da corpi di fabbrica a due piani. Il cortile irregolare mostra tuttora le arcate gotiche che lo circondavano. Delle quattro torri oggi ne rimane soltanto una sul lato nord-est. Nelle epoche successive, soprattutto durante la dominazione spagnola, alcuni settori della costruzione furono smantellati. Il lato più interessante dell’edificio è quello rivolto ad oriente: antiche merlature, bifore, un’arcata duecentesca e il simbolo visconteo del biscione. All’interno ancora visibili tracce degli antichi affreschi. Il castello, oggetto di attenti restauri, ospita oggi la Biblioteca Civica e alcuni spazi espositivi.

  • Chiesa di S. Antonio Abate Leggi…

    Dal ponte sul Naviglio spicca la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate. Fu inizialmente, nel 1435, voluta da Maffiolo Birago che si può considerare il fondatore di Cassinetta; fu rifatta nel 1731.

  • Villa Gambotto Negri Leggi…

    Villa Negri è a Cassinetta di Lugagnano, nel cuore del Parco del Ticino, a 25 km da Milano.
    Attualmente denominata I Platani, fa parte delle famose case da nobili
    edificate lungo il Naviglio Grande dai proprietari terrieri milanesi del 500.
    I primi documenti della proprietà risalgono all’ inizio del XVI secolo.
    Nella prima metà del settecento la casa viene completata, prendendo la definitiva forma a U
    che ora la contraddistingue e che ne fa un piccolo gioiello di architettura Milanese.
    Nel 1821 la proprietà passa al generale austriaco Giovanni Dembowski
    che a sua volta la vende, nel 1846 a Gaetano Negri, nonno dell’omonimo Negri,
    Senatore del Regno d’ Italia e sindaco di Milano dal 1884 al 1889,
    a cui è dedicata la piazza di Cassinetta di Lugagnano, dove sorge il Municipio.
    Attualmente la casa è abitata dagli eredi Negri che con passione e amore la mettono a disposizione
    per eventi aziendali e privati, in particolare per la celebrazione dei matrimoni civili.

  • Villa Visconti Castiglione Maineri Leggi…

    L’origine della villa è sicuramente antica. I terreni erano già di proprietà dei Visconti nel 1392, anno in cui viene scavata la roggia che inizia proprio dinanzi alla villa. L’edificio come oggi si presenta ha una pianta ad H, distribuito su tre piani, con l’asse principale orientato a NO-SE, lungo il Naviglio, a cui il palazzo volge il fianco e non il fronte. Il complesso, apparentemente unitario, è frutto di una serie di modifiche che hanno interessato la costruzione nel corso dei secoli. Il giardino doppio è disposto su due piani: il primo, all’italiana, termina con una nicchia centrale, davanti alla quale pare si svolgessero recite teatrali, il secondo, all’inglese, fu progettato dal Balzaretto nel 1850 e presenta un grande prato centrale con alberi ed anfiteatro, mentre la parte retrostante è stata adattata a frutteto. La cappella è formata da due ambienti, uno per il pubblico, aperto sulla strada, e l’altro con l’altare. Sebbene sia sconosciuto l’architetto del complesso, gli affreschi sono del Ferrario (1728). Nel lato sud-ovest si trovano i fabbricati civili e rustici, un tempo denominati casa da massaro e casa da pigionante. Questi edifici sono disposti anch’essi lungo la strada parallela al Naviglio. La casa, dopo esser stata di Donna Amalia Castiglione, è stata lasciata da quest’ultima al cugino, dott. ing. Benigno Mörlin Visconti Castiglione, che ha iniziato la lunga opera di restauro. Attualmente la villa viene affittata per eventi, matrimoni, convention.

  • Villa Cattaneo Krentzlin Leggi…

    Villa Cattaneo Krentzlin è situata lungo la sponda orientale del Naviglio, all’incrocio fra l’alzaia che lungo il canale conduce a Robecco e la strada per Corbetta. L’alto muro di cinta e la posizione isolata dal resto del paese e dalle costruzioni circostanti rappresentano in maniera emblematica la volontà degli antichi nobili di tenersi separati dai contadini e dal popolo. Villa Cattaneo Krentzlin risale probabilmente al XVII secolo, anche se fu la Famiglia Cattaneo, proprietaria dell’edificio, che nella prima metà del XVIII secolo modificò e ampliò il complesso dandogli le attuali sembianze. All’inizio del 1800 la villa passò al nobile Luigi Krentzlin e i suoi discendenti ne sono anche gli attuali proprietari. L’elegante e impenetrabile muro che separa la proprietà della villa dall’alzaia del Naviglio è movimentato dai due frontoni curvi che introducono al portale d’accesso. Fino a non molto tempo fa il portone in legno era protetto da un cancello in ferro battuto ornato dalle iniziali KLN del nobile Luigi Krentzlin. La facciata dell’edificio è lineare, con molte finestre disposte in maniera regolare, affacciate sul canale. Il retro della villa si apre sull’ampio parco, ricco di piante secolari mentre una cancellata in ferro battuto separa il giardino all’italiana dal caseggiato rustico e la sua corte. Attualmente è di proprietà privata.

  • Villa Castiglioni Nai Bossi Leggi…

    Ultima villa del territorio di Cassinetta in direzione di Robecco, Villa Castiglioni Naj Bossi appare a chi percorre la strada subito dopo aver lasciato la splendida Villa Krentzlin e si affaccia sul Naviglio da un piccolo rialzo del terreno che ne privilegia la visuale. La villa fu edificata nella seconda metà del XVIII secolo su progetto del suo stesso proprietario, l’architetto Carlo Federico Castiglioni. La facciata si presenta con un corpo centrale rialzato da terra e tripartito orizzontalmente. Nella parte inferiore un porticato a tre arcate che creano un interessante gioco architettonico di pieni e vuoti, nella parte centrale si trovano una serie di finestre con balconcino centrale ed infine nella parte superiore, il secondo piano della villa, lo spazio del balconcino è occupato da un grande dipinto. Le ali della villa non sono rivestite e presentano pareti con mattoni a vista. Sul lato dell’alzaia è visibile l’oratorio dedicato a San Giuseppe, mentre il rustico che si trovava allo stesso lato è stato demolito. Il nucleo residenziale dell’edificio si trova nella parte più interna del cortile e i suoi interni, interamente restaurati, sono stati arredati in stile inglese. Attualmente è di proprietà privata.

  • Villa Mörlin-Visconti ora Grosso Pambieri Leggi…

    Situata all’interno del paese, lungo l’asse centrale perpendicolare al corso del Naviglio, Villa Moerlin Visconti rappresenta una riproduzione in scala ridotta delle imponenti ville settecentesche di Cassinetta. Il suo stile neoclassico caratterizzato da equilibrio e linearità, integra armoniosamente la costruzione nell’insieme delle ville preesistenti. Villa Moerlin Visconti fu costruita negli anni compresi fra il 1825 e il 1827 dalla nobildonna Paola Cravenna Clari. La costruzione è articolata attorno al cortile di ingresso con il corpo padronale al centro e due ali laterali che si chiudono “ad uncino” sul lato lungo la strada, definendo il perimetro del giardino di ingresso, che di riflesso tende ad assumere le caratteristiche di un cortile interno. La facciata dell’edificio è lineare e priva di eccessivi elementi ornamentali, ad eccezione della cornice in rilievo della finestra centrale e delle colonne che delimitano il portico di ingresso. All’interno del corpo centrale si trovano i locali di soggiorno e di rappresentanza al piano terreno e le stanze da letto al piano superiore. Nelle ali laterali erano invece situati gli alloggi della servitù e i magazzini. Villa Moerlin Visconti è un esempio tipico di neoclassico minore nel quale la distribuzione degli spazi è improntata alla logica e all’efficienza. Mancano invece elementi decorativi tardo-barocchi e quel gusto per il “grandioso” che caratterizza ville di epoche precedenti. Attualmente la villa è di proprietà privata.

  • Villa Trivulzio Leggi…

    Di origine tardosettecentesca la villa conserva ancora alcuni arredi dell’epoca e grazie all’accurata manutenzione appare come una delle meglio conservate del territorio. La villa sorge sulle fondamenta di un edificio preesistente e assunse le attuali caratteristiche architettoniche a seguito di una serie di interventi di ampliamento e restauro voluti dal Conte Angelo Trivulzio e ultimati nel 1828. La villa rimase poi proprietà della Famiglia Trivulzio fino al 1949 quando fu ereditata dalle sorelle Rovasenda. In epoche recenti la villa è stata restaurata e sottoposta a vincolo di tutela ai sensi della legge n.1089/39 così come il parco e l’oratorio, parti integranti del medesimo complesso architettonico. L’impianto della villa fu comunque ridisegnato in senso neoclassico e la struttura della villa appare oggi come il tipico esempio di residenza signorile tardosettecentesca. La facciata dell’edificio intonacata con la classica tinta “giallo lombardo”, è tripartita verticalmente suddivisa da lesene ioniche singole ai lati e accoppiate al centro. A lato del corpo padronale, adiacente all’oratorio, si sviluppano con pianta a L agganciata al nucleo centrale, gli edifici di servizio. Il retro della villa, che si apre sull’ampio parco, presenta una facciata identica a quella di ingresso, con un balcone in pietra e ferro battuto grande quanto la campata centrale. Attualmente la villa è di proprietà privata.

  • Villa Birago Clari Monzini Leggi…

    E’ una delle più antiche (fondata tra il ’500 ed il ’600) e più grandi dimore sulla riva destra del Naviglio Grande, cui un tempo si collegava tramite un percorso prospettico lungo 800 metri, tagliato attraverso un grande parco e scandito da coppie di pilastri, che proseguiva anche al di là del canale per concludersi nella grande esdra di Villa Negri. Ha struttura quadrangolare, costituita da quattro corpi che comprendono un cortile centrale. Tale impostazione suggerisce che sia sorta sulle basi dell’antico castello di Lugagnano. Attualmente la villa è di proprietà privata.

  • Cascina Piatti Leggi…

    Lunga storia di passaggi di proprietà dalla famiglia Piatti fino agli attuali proprietari, la famiglia Negri. L’azienda è situata all’interno di 2 parchi: del Ticino e del Parco Agricolo Sud di Milano. La cascina è uno dei 4 insediamenti più antichi che ha contribuito a formare l’attuale territorio di Cassinetta. Coltivazioni di cereali:diverse varietà di mais e orzo. Vendita diretta: farine di mais, piccoli frutti, piante officinali. Ospitalità in azienda. Passeggiate. Biciclette. Attività di animazione didattica. In Occasione di “Per Corti e Cascine”: “Passeggiata botanica” – visita guidata per approfondire la conoscenza sui vegetali e per ritrovare e ricordare i profumi, i colori e i sapori di una volta. La cascina è anche Punto Parco Ticino.

  • Chiesa di San Giorgio Martire Leggi…

    La chiesa fu edificata tra il 1606 e il 1625. L’interno conserva affreschi del Morazzone che dipinse intorno al 1630 la Cappella della Madonna del Carmelo.

  • (ex) Chiesa di Santa Maria in Brera Leggi…

    Questa chiesa venne costruita nel 1777 in sostituzione di una più antica chiesetta del XIII secolo esistente una cinquantina di metri più a nord, incorporata nel 700 in una casa colonica, casa abbattuta nel 1997. Il termine Brera o Braida è di origine longobarda, significa “piano” “pianura” e col tempo finì coll’indicare un campo, un prato asciutto nei pressi di un centro abitato.

    L’edificio, dopo diverse traversie, non è più luogo di culto, ma è stato rivalutato all’interno di un progetto proposto dall’Ecoistituto della Valle del Ticino: destinare lo spazio ad attività culturali, restituirlo a un uso pubblico, farlo tornare al servizio dei cittadini e delle associazioni, e istituirvi anche un centro di documentazione sulla emigrazione e sulla storia contemporanea

  • Palazzo Annoni Leggi…

    Pregevole complesso neoclassico costruito a cavallo tra il ’700 e l’ ’800, costituito da un corpo principale a forma rettangolare disposto su tre piani. Alle spalle si estende un vastissimo giardino all’inglese dove si possono trovare un gran numero di alberi monumentali, tra cui uno splendido cedro del Libano. L’intero complesso è dovuto all’architetto Giuseppe Zanoia. La superficie del palazzo supera i 4000 mq mentre la superficie del parco è di 270.000 mq. Queste cifre fanno di palazzo Annoni una delle residenze più imponenti di tutto il territorio del Ticino Lombardo. All’interno vi sono conservati alcuni affreschi cinquecenteschi strappati da una vecchia chiesa demolita nel 1960. Acquistata dal Comune, che l’ha restaurata in parte, dal 2007 è la sede prestigiosa del municipio.

    Il grande parco retrostante, danneggiato dopo le Cinque giornate di Milano essendosi accampata per più mesi una compagnia di soldati austriaci visitata personalmente dal Radetzky durante un’ispezione al confine con lo Stato Sardo fu di nuovo compromesso dopo la seconda guerra mondiale. Recentemente in parte piantumato e risistemato col contributo del Consorzio del Parco del Ticino, è aperto al pubblico.

  • Villa Clerici Leggi…

    Nelle forme attuali risale al 700. Collocata su un terrazzamento dominante il Naviglio Grande, fu una tra le più lussuose delle ville situate sul Canale e in tutto il Milanese. Splendida è la scalinata che dalla villa conduce al Naviglio, che fungeva in origine da vero e proprio ingresso principale alla costruzione. Il palazzo ha pianta ad H ed in alzato si sviluppa in un piano terreno, un ammezzato, ed un primo piano, mentre i corpi che delimitano la corte hanno altezza minore. Dopo vari passaggi di proprietà la villa versa ora in condizioni di quasi abbandono. Attualmente è proprietà privata.

  • Vecchio Ponte sul Naviglio Leggi…

    Il primo documento sull’esistenza di un ponte a Castelletto è del 1544. Si trovava al “porto di Cuggiono”, era in legno e quell’anno fu ricostruito e ampliato dai proprietari delle terre situate nella valle del Ticino (tra loro i frati domenicani che possedevano nelle vicinanze anche un mulino azionato con acqua proveniente dal Naviglio) per permettere un agevole transito dei carri. Il ponte era pubblico, ma chi non aveva partecipato alle spese di ricostruzione doveva pagare un determinato importo ad ogni passaggio. Nel 1574 la comunità di Cuggiono decise di sostituirlo con un manufatto in pietra, progettato da Antonio Lonati, ma non disponendo della somma necessaria il 28 gennaio 1575 ottenne dal re di Spagna Filippo II, duca di Milano, la facoltà di cedere terre comunali per un valore di 1.200 lire.

    Nel 1606 Alessandro Bisnati ne progettò il rialzo perchè essendo troppo basso sul pelo dell’acqua costituiva un ostacolo alla navigazione. E’ il ponte esistente, restaurato nel 1735 come attesta un’iscrizione del 15 settembre di quell’anno e quasi per nulla nei secoli successivi. Fortunatamente scampo alla distruzione programmata dai tedeschi negli ultimi mesi della guerra 1940-45. Si può vedere vicino al Ponte un antico lavatoio che compare anche nell’albero degli zoccoli.