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I borghi rurali del Naviglio di Bereguardo

Il percorso si avvia da Abbiategrasso presso Palazzo Stampa in frazione Castelletto e prosegue verso l'incile del Naviglio di Bereguardo. L'itinerario individua il naviglio come principale riferimento per la fruizione di tale area ma permette la visita anche dei centri storici ovvero gli antichi borghi rurali che rispetto all'asta del naviglio risultano a poche centinaia di metri da esso. Si incontra Ozzero con i suoi palazzi, l'abbazia di Morimondo, i borghi di Besate e di Motta Visconti, ed infine si raggiunge Bereguardo con il suo castello e il ponte di chiatte sul fiume Ticino. L'itinerario è facilmente percorribile in bicicletta in circa 3 ore.

Navigli Lombardi
  • Palazzo Stampa Leggi…

    Palazzo Cittadini Stampa si trova lungo l’alzaia del Naviglio Grande nei pressi dell’incrocio con il Naviglio di Bereguardo, complesso architettonico e storico di primaria importanza, sede di segreti incontri di patrioti e personalità centrali dell’unità d’Italia. Il Palazzo non ha una precisa data di realizzazione: la prima documentazione scritta risale all’anno 1697, quando viene citato nel testamento del Sacerdote Giuseppe, considerato il probabile autore dell’opera architettonica. L’edificio fu realizzato per volere della ricca famiglia milanese dei Cittadini, che già dal XV secolo risultava proprietaria di diversi terreni in queste zone. La loro fortuna incontrò però un lungo declino tanto che, nel 1751, decisero di cedere parte del complesso e nel 1792, con la morte di Giovanni Cittadini, ne persero completamente la proprietà. Il palazzo e il giardino furono quindi acquistati, nel 1835, da Giuliano Baronio, marito di una discendente della famiglia Visconti e quindi, per via ereditaria, alla figlia e a suo marito, il celebre patriota Gaspare Stampa. Egli vi abitò fino alla morte, giunta nell’anno 1874. Da allora il Palazzo divenne di pubblica proprietà passando all’E.C.A (Ente Comunale di Assistenza di Milano) che ne ricavò alcuni alloggi e quindi all’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso.

  • Chiesa di San siro Leggi…

    La parrocchiale di San Siro è antica, quasi millenaria, anche se la sua veste attuale risale ai tempi del cardinale Carlo Borromeo. Conserva all’interno alcuni affreschi del 1400 e una Madonna col Bambino di modi leonardeschi, copia della Madonna con Sant’Anna che oggi è al Louvre. Il disegno del campanile è di Luigi Cagnola. Parrocchia della diocesi di Milano. La chiesa di San Siro risulta elencata tra le dipendenze della Pieve di Rosate fin dal XIII secolo.

  • Villa Bianchi Calvi Leggi…

    Il palazzo già citato nel 1034 nel testamento dell’arcivescovo Ariberto d’Intimiano. Situato su una collinetta in posizione dominante sul borgo, vi è il castello quattrocentesco di origine viscontea, ove sono ancora visibili nella struttura dell’edificio le fortificazioni a pianta quadrangolare. In seguito, scomparsa la necessità difensiva che lo aveva originato, è diventato un palazzo residenziale di stile barocco. Di proprietà privata, visibile dall’esterno.

  • Palazzo Barzizza Leggi…

    Tra le vie centrali in direzione del Ticino, il Palazzo Barzizza è un edificio di origini rinascimentali. Residenza della famiglia storicamente più importante di Ozzero. Il palazzo, la cui sua prima costruzione risale al XIV secolo e rifatto nel XVII, attualmente è ben conservato grazie alle opere di restauro recentemente eseguite. Palazzo Barzizza ebbe l’onore di ospitare la Duchessa Bona di Savoia, moglie del Duca Galeazzo Maria Sforza e madre di Giovanni Galeazzo Maria. Nei recenti lavori di ripristino è stato recuperato un grande camino in calda pietra serena, con fregi in bassorilievo portanti sul frontone gli stemmi delle casate.

    Sulle spalle laterali i volti dei Signori rappresentati in medaglioni alla foggia degli antichi romani. Un secondo camino è affrescato con allegorie riguardanti il tempo. Nel portico esterno sono stati recuperati parte di affreschi portanti una data : 1624. La corte intera viene fatta risalire al XVII secolo. Il palazzo è sotto il vincolo delle Belle Arti. Di proprietà privata, visibile dall’esterno.

  • Palazzo Centurioni Leggi…

    Nel punto più alto dell’abitato, esercita un fascino da rovina il cinquecentesco Palazzo Centurione, difficilmente accessibile in mezzo alla sua porzione di verde. Un massiccio quadrilatero a metà tra la fortezza e la villa, non troppo diverso dalla Villa Borromeo d’Adda a Fagnano, presso Gaggiano. Di proprietà privata, visibile dall’esterno.

  • Torre Leggi…

    La costruzione della torre ottagonale di Ozzero risale alla dominazione spagnola sul Ducato di Milano, sancita dal trattato di Cambrai del 1529; la permanenza degli spagnoli nei territori del milanese si protrasse fino agli inizi del 1700. Nata come avamposto militare per la difesa del territorio, la torre veniva utilizzata dai militari per controllare che non arrivassero invasori dalle sponde del Ticino. Il salone sottostante era il luogo in cui vivevano i soldati quando non erano occupati nei turni di guardia in cima alla torre. La parte superiore della Torre era raggiungibile mediante una scala elicoidale che scorreva lungo le pareti interne.

    La struttura interna attuale è il risultato delle modifiche apportate da Luigi Cagnola durante i lavori di trasformazione del Palazzo in residenza estiva. Grazie al Comune di Ozzero con l’intervento della sovrintendenza alle belle arti di Milano, inizia la ristrutturazione per il recupero della Torre tra il 1970 e il 1980 diventando l’attuale sede dell’Amministrazione Comunale. Durante i lavori di ristrutturazione è stata rinvenuta all’interno del pozzo una statua in gesso, attribuita al Cagnola, ora visibile all’ingresso della Torre. Inoltre nel salone è stata rinvenuta all’interno di una nicchia la data 1671 che si presume possa essere la data di costruzione. Oggi il palazzo è sede del Municipio.

  • Abbazia Santa Maria Nascente Leggi…

    Il Monastero di Morimondo, nome che significa “morire al mondo”, cioè “vivere da risorti”, venne fondato nel 1134 a Coronate, località ancora esistente a circa un chilometro dall’abbazia, dai monaci provenienti dal monastero cistercense di Morimond in Francia. Nel 1136 essi si trasferirono in località “Campo Falcherio”, l’attuale sede. In poco tempo il monastero acquistò importanza e accolse numerose vocazioni provenienti da tutte le classi sociali; addirittura prima della costruzione della chiesa, i monaci morimondesi fondarono altre due comunità: nel 1153 Acquafredda (Como) e nel 1169 Casalvolone (Novara).

    Un segno notevole ed eloquente della ricchezza di vocazioni é testimoniato dalla fiorente attività dello scriptorium. L’abbazia di Morimondo, inizialmente costruita in legno, si presenta come un grandioso ed elegante edificio in mattoni d’argilla prodotti dalla fornace che proprio i monaci costruirono per l’edificazione in muratura del monastero. In una zona in cui non c’erano cave di pietra l’uso dell’argilla s’imponeva sia per la facilità di reperimento e di lavorazione, sia per la consonanza alla scelta di povertà dell’Ordine. Lo stile è tipicamente cistercense con contorni netti e geometrici, particolarmente accentuati nella forma rettangolare dell’abside, che permettono di individuare la distribuzione delle navate, la pianta a croce latina e nel trasetto la presenza di due cappelle per braccio.

  • Chiesa di San Michele Arcangelo Leggi…

    Importante edificio seicentesco, edificato per sostituire la Chiesa pre-esistente che il Card. Federico Borromeo, durante le sue visite pastorali, aveva trovato in cattivo stato. Degne di nota all’interno, una Madonna col Bambino attribuita al pittore leonardesco Marco d’Oggiano (è una copia: l’originale è conservato al Museo Diocesano di Milano) e una tela con S. Andrea che abbraccia la Croce, opera settecentesca di Sebastiano Conca.

  • Villa Visconti di Modrone Leggi…

    La Villa Visconti di Modrone è residenza estiva di un ramo cadetto della ex dinastia ducale di Milano, che arrivò a possedere in prima persona circa 500 ettari nel territorio di Besate. Sorge nel sito di precedenti fortificazioni d’età longobarda e poi comunale, dove nel medioevo dovevano risiedere i signori da Besate, feudatari del luogo. Attualmente è di proprietà privata.

  • Chiesa di San Giovanni Battista Leggi…

    Rifatta nel 1782 sull’area occupata dalla precedente chiesa quattrocentesca edificata da Azzone Visconti di Cislago, conserva alcune tele del XVI secolo. Le sue forme esterne ed il campanile sono in stile barocchetto lombardo.

  • Chiesa di San Rocco Leggi…

    E’ un edificio che risale al tardo Ottocento. Non presenta particolari pregi architettonici, ma al suo interno conserva alcuni manoscritti della poetessa Ada Negri che a Motta Visconti insegnò per lungo tempo, e che fu candidata al premio nobel per la letteratura nel 1911.

  • Villa del Maino a Casa di Caccia Leggi…

    Di impianto settecentesco fu di proprietà dell’omonima famiglia, feudataria di Motta e Bereguardo.Sul retro si estende un grande parco. Risalente al tardo trecento è l’edificio più antico e meglio conservato di Motta. Di pianta rettangolare, un lato della costruzione a due piani, si affaccia su via Cavour, separata da un breve cortile. Fu costruita come ricovero durante le frequenti battute di caccia che i Signori di Milano usavano fare in queste terre ricche di selvaggina. L’interno conserva gli antichi soffitti di legno, retti da grandi travi poggianti su mensole modanate. Attualmente è di proprietà privata.

  • Il Vecchio Torchio Leggi…

    Torchio risalente al 1608, con il quale veniva spremuta l’uva dei vigneti circostanti Motta Visconti. Usato fino alla Seconda Guerra Mondiale. Le sale del Torchio, recentemente restaurato, sono a disposizione per eventi/manifestazioni a carattere culturale.

  • Chiesa di S. Antonio Abate Leggi…

    La Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Antonio Abate, sorge sull’area un tempo occupata da una cappella fatta costruire dai Visconti nel 1425. L’edificio attuale fu innalzato attorno al 1762, ha pianta a croce greco-latina sovrastata da una bella cupola ottagonale. La facciata è in mattoni nudi e si contrappone all’interno riccamente decorato in stile baroccheggiante, dove risalta il pulpito scolpito in legno con baldacchino.

    A destra dell’altare maggiore si apre la cappella dedicata alla Madonna del Rosario, mentre i due altari minori, con belle decorazioni in stucco, sono dedicati uno ai Santi Mauro Abate e Bernardino da Feltre e l’altro a S. Rocco, patrono del paese. La chiesa è sovrastata da un campanile alto più di 40 metri con cupola bizantineggiante.

  • Castello Visconteo Leggi…

    Il grande quadrato del castello, cinto a sua volta da un più grande quadrato recintato (bassa corte), è ubicato sopra un terrazzamento naturale del Ticino. Riprende la classica tipologia a impianto quadrangolare dei castelli viscontei di pianura. Circondato da fossato, è però privo di torri angolari: una situazione che è forse possibile spiegare con la prevalente destinazione residenziale dell´insieme. Oggi presenta una pianta a “U”, derivata dalla perdita dell´ala settentrionale, in analogia a quanto successo al castello di Pavia.

    Oltre alla bellissima e grande bifora mostra resti di un ponte levatoio sull´ingresso. È rimasta anche la merlatura bifida, con spazi intermerlari molto ridotti. Epoca di costruzione: sec. XIV – sec. XV. All’interno del castello si trova il Municipio, la sede della Pro loco, di alcune associazioni, un teatro e la biblioteca civica.

  • Ponte delle barche Leggi…

    Il ponte è uno degli ultimi e rarissimi esempi di ponte di chiatte in Italia. Costruito come opera provvisoria alla fine dell’ottocento, resistette ad entrambe le guerre mondiali. Le barche, inizialmente in legno, furono poi sostituite con le attuali chiatte in cemento.

    Questo tipo di ponte segue la portata del fiume, quando il livello d’acqua si alza le barche galleggiano.