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La greenway del Naviglio Martesana

Il percorso si sviluppa ad est di Milano lungo il Naviglio Martesana, facilmente raggiungibile attraverso la pista ciclabile da via Melchiorre Gioia, oppure attraverso la metropolitana MM2 fermata Vimodrone. Il percorso ciclabile segue l'alzaia del naviglio che da Vimodrone arriva fino al fiume Adda. Dal centro storico di Vimodrone si prosegue verso Cernusco sul Naviglio dove dall'alzaia è visibile la maestosa Villa Alari. Giunti a Cassina de'Pecchi il tragitto lascia l'alzaia del naviglio e vira verso nord in direzione di Bussero con le sue Ville. Si prosegue verso Gorgonzola dove si riprende l'alzaia che porta a Bellinzago Lombardo e poi al centro storico di Inzago con le sue ville. L'ultimo tratto di itinerario si sviluppa in Cassano d'Adda dove l'alzaia del naviglio vira verso nord in frazione Groppello dove è presenta l'antica ruota "Rudun". Il percorso prosegue lungo sulle rive dell'Adda dove è presente il Castello Borromeo e la memoria industriale dell'area con il Linificio Canapificio Nazionale. L'itinerario è facilmente percorribile in bicicletta da Milano/Vimodrone a Cassano d'Adda in circa 4-5 ore. E' possibile inoltre utilizzare le fermate della linea metropolitana suburbana MM2 fino a Gessate e la stazione delle linee S a Cassano d'Adda.

Navigli Lombardi
  • Chiesa di Santa Maria Nuova e Cappella della Beata Vergine (Madonna del Pilastrello) Leggi…

    La principale presenza storico artistica di Vimodrone è la cappella della Beata Vergine, edificio quattrocentesco attribuito a Giangiacomo Dolcebuono, appoggiata alla facciata del cinquecentesco oratorio di Santa Maria Nuova.

    Quest’ultimo conserva all’interno affreschi riferibili a Bernardino Luini. E’ noto anche come “Madonna del Pilastrello”, dal nome della località “Pilastrello”, che rievoca il cippo del sesto miglio della strada romana da Milano.

  • Villa Cazzaniga Leggi…

    La villa, di origine seicentesca, si affaccia sul Naviglio con una balaustra in pietra, aperta al centro per fare posto all’imbarcadero. Sottoposta a tutela monumentale e paesaggistica, locata al termine di via Cazzaniga a Gaggiolo, questa è una tipica villa lombarda con approdo, parco e cappella privata, ed è l’unica costruzione del comune affacciata direttamente sul corso d’acqua, da dove partivano le barche.

  • Santuario Beata Vergine Addolorata Leggi…

    Sul luogo dove sorge la chiesetta, nel IX secolo era già esistente un oratorio, come documentato in una pergamena conservata presso l’archivio del Duomo di Monza e firmato da Berengario I. Nel XIII sec. e fino al 1338 fu parrocchiale del borgo. Restauri recenti hanno portato alla luce tracce della muratura originaria. L’aspetto attuale è dovuto a rifacimenti secenteschi. Nella chiesa si trova un Crocifisso ligneo del XVII secolo.

    Una vetrata datata al 1562, raffigurante la Pietà, probabilmente eseguita dalle scuole vetrarie bavaresi, venne collocata sulla facciata nel 1934. Nel 1998 è stato realizzato il nuovo portale in bronzo, in cui è raffigurato il tema di Maria Madre della Chiesa e recentemente è stato inaugurato un nuovo altare. Il Santuario conserva una ricca raccolta di ex-voto.

  • Villa Alari Visconti Leggi…

    Nel 1776 l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo tentò di comprarla, ma le trattative con il Conte Giacinto Alari non andarono a buon fine e l’arciduca si consolò costruendo la Villa Reale di Monza. Il prestigio di questa Villa Storica è indiscutibile, è certamente la Villa più importante di Cernusco che unisce imponenza a ricercatezza stilistica. Il disegno architettonico è di Giovanni Ruggeri, 1703, e poggiava originariamente su una lunga spianata che proseguiva oltre il Naviglio. La fama della Villa è in buona parte affidata agli affreschi del piano terra e del piano nobile.

  • Chiesa di S. Agata Leggi…

    La chiesa venne eretta nella seconda metà del XVI secolo, in luogo di un preesistente edificio medievale. La struttura, in stile manierista, a navata unica con due cappelle laterali dedicate a San Fermo e alla Madonna, venne progettata da Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini. L’interno conserva ancora un Crocefisso di antica fattura e cinque effigie di Santi affrescate da Camillo da Landriano.

    Da segnalare anche quattro tele della metà del Seicento di ignoto pittore lombardo di ispirazione caravaggesca: San Fermo, una Deposizione, i Funerali e il Martirio di Sant’Agata. Coevi sono i dipinti ad olio su tela raffiguranti i Dodici Misteri del Rosario. Pregevole infine anche un armadio seicentesco in noce, intarsiato.

  • Villa Chiesa Bentivoglio Leggi…

    La villa risale alla seconda metà del Settecento, presenta una planimetria costituita da due corpi di fabbrica lineari, tra loro paralleli, con andamento nord-sud raccordati a nord dalla cancellata d’ingresso sorretta da due pilastri e a sud dal giardino. La testata settentrionale dell’ala occidentale appare conformata secondo il gusto dell’inizio del secolo.

  • Villa Radaelli Leggi…

    Si hanno notizie certe della presenza del complesso di Villa Radaelli in Bussero dalla mappa catastale di Carlo IV al foglio cinque che risale al 1721. La villa andò ad inserirsi nella prima metà del’600 all’estremità nord-orientale del borgo antico. Divenuta proprietà Radaelli nel’900 cessata l’attività agricola viene abbandonata. L’acquisto da parte dell’amministrazione comunale e la sua fedele ristrutturazione avvenuta negli anni ’80 la riportano a nuova vita. E’ possibile affittare alcuni spazi della villa per cerimonie civili, cene, riunioni, feste.

  • Villa Casnati Leggi…

    Localizzata nel cuore del nucleo storico, Villa Casnati è uno degli edifici più antichi di Bussero. Il complesso dovrebbe essere anteriore al 1541. Nel 1917 l’edificio è stato acquistato da Steno Sioli Legnani e negli anni ’80 è rilevato dall’amministrazione comunale che ha provveduto alla sua ristrutturazione mantenendone intatte le caratteristiche. Il complesso è risorto così a nuova vita nella storia contemporanea di Bussero. E’ possibile affittare alcuni spazi della villa per cerimonie civili, cene, riunioni, feste.

  • Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio Leggi…

    Di origini antiche la sua fondazione risale all’epoca paleocristiana (VIII sec..) Nel XVIII sec la famiglia Serbelloni mise a disposizione uno dei suoi migliori architetti, il ticinese Simone Cantoni, per la costruzione dell’attuale chiesa neoclassica, che conserva accanto la tomba collettiva della famiglia Serbelloni. Lo stile della costruzione è sicuramente neoclassico, ma non è la ripetizione pedestre dei canoni di quella architettura, infatti il Cantoni giocò molto sui volumi e sui vuoti delle volte per dare slancio all’edificio. La chiesa è composta da una sola navata a croce latina sorretta da 44 colonne d’ordine corinzio.

    Nei bracci della croce si trovano le due cappelle maggiori cioè quella della Madonna del rosario e quella del crocefisso, in questa cappella è situato il Crocefisso ligneo già presente nella chiesa precedente demolita per far posto a quella nuova. L’abside e le volte sono ricoperti da rosoni fioriti che sono il motivo che ritorna nella parte alta della costruzione. Tutti i lavori di stucco sono stati eseguiti da Carlo Cattatori e Giovanni Pietro Ponte. L’edicola che sovrasta l’altare è a 6 colonne corinzie sempre a scanalatura con capitelli dorati ed è sovrastata da un Cristo risorto ligneo dorato. Gli affreschi delle due cappelle maggiori sono di Agostino Comerio di cui pregevole è sicuramente l’interno di Sacra Famiglia di Nazareth.

  • Villa Sola Busca Leggi…

    La villa,imponente complesso di edifici di mattoni cotti lombardi del XVII secolo, è posta a sud del canale; il 1571 riportato su un portale, si riferisce forse alla data di costruzione. Questa villa-palazzo è collegata ad un edificio, posto al di là del naviglio, da un caratteristico ponte di legno. Il giardino della villa , ora parco pubblico , era all’italiana e nell’ottocento divenne poi all’inglese: rimane del primitivo giardino la rotonda alimentata dal Martesana.

  • Villa Carcano Arrigoni Leggi…

    L’edificio è riferibile alla prima metà dell’Ottocento. La villa è segnalata su strada da un fronte continuo bugnato. Sul lato contrapposto, un ampio giardino si sviluppa sino al canale. Un altro bel porticato con loggiato soprastante si apre nella corte adiacente, purtroppo svilito da un utilizzo non consono ad un edificio storico.

  • Villa Maderna Maggioni Moioli Leggi…

    L’edificio è riferibile alla seconda metà del Seicento quando fu residenza estiva di un governatore di Milano. La villa presenta uno schema planimetrico ad U aperto verso il Naviglio e giardino lungo la Padana. Da qui, tramite un androne, si accede al corpo principale della villa che si affaccia su corte con un portico trabeato. La facciata settentrionale presenta decorazioni affrescate. Il giardino meridionale, ora invaso da costruzioni, prosegue sino al Naviglio dove è posto l’approdo privato.

  • Villa Arrigoni (ex Villa Del Maino) Leggi…

    Di proprietà dei Marchesi del Maino di Bordoleno, poi degli Oggioni e quindi degli Arrigoni, fu costruita all’inizio del 1800 su un terreno da cui furono ricavati due vasti giardini. É situata perpendicolarmente alla strada, con corte sul lato d´accesso. I due giardini sono uno all’inglese e l’altro all’italiana, che si caratterizzano per la presenza e la dimensione di alberi secolari e per una piccola serra. All’interno conserva alcuni soffitti con dipinti. Attualmente è di proprietà privata.

  • Villa Facheris Leggi…

    E’ uno degli edifici architettonici più importanti di Inzago. Nel XVII secolo era destinata come residenza per le vacanze degli insegnanti. In seguito diventò proprietà dei nobili Manzi e nella seconda metà del 1800 della famiglia Facheris, famiglia d’origine spagnola da cui prese il nome. Gli interni sono stati decorati dal pittore Gaetano Previati.

    La cancellata, opera dell’artista del ferro Alessandro Mazzucotelli, e la facciata principale risalgono al 1800. Oggi è sede di una banca, mentre i corpi rustici annessi ospitano la Biblioteca Civica e il parco, già dotato di grotte e ruderi di gusto romantico, è aperto al pubblico.

  • Villa Rey Leggi…

    Acquistata da Rej, noto industriale della seta è la più antica villa di Inzago, appartenuta ai Secco d’ Aragona. Il giardino della villa s’affaccia sul naviglio con una graziosa balaustra e un piccolo cancello per l’accesso; com’era costume all’epoca permetteva di attraccare direttamente in villa. Il ponte della villa è costruito in ceppo dell’Adda. Attualmente è di proprietà privata.

  • Villa Gnecchi Ruscone Leggi…

    La villa è un esempio dell’architettura del 1700 lombardo, realizzata dal XVII secolo; comprende diversi edifici situati attorno a un cortile a forma di U, delimitato da due edifici simmetrici a due piani, tra i quali si apre il cancello in ferro battuto, sostenuto da pilastri con statue di leoni sulle sommità.

    La villa è disposta su due piani e presenta un portico a tre campate sorretto da colonne toscane. Lateralmente si trovano i rustici ed i relativi cortili, la cappella, le rimesse e le scuderie. All’interno appaiono alcuni saloni con soffitti a cassettoni dipinti, lo scalone, un salone neoclassico con volta dipinta, la cappella e la sacrestia interamente affrescata. Dietro la villa si estende il giardino con pianta ad L, la serra e la piscina. Attualmente è di proprietà privata.

  • Castello Borromeo Leggi…

    Il Castello Borromeo fu costruito intorno all’anno Mille e successivamente rivisto. Fu Francesco Sforza, a metà del ’400, ad apportare le modifiche più importanti e maestose, incaricando della progettazione l’architetto Bartolomeo Gadio, noto anche per aver lavorato al Duomo, al Castello Sforzesco e alla rocca di Soncino. Risalgono ad allora l’imponente muraglia di contrafforti sull’Adda, le merlature e le falconiere sugli spalti, l’allargamento della Muzza in funzione difensiva, il nuovo corpo frontale a cui si deve l’aspetto attuale.

    Adibito nel 1705 a carcere militare, sul finire di quel secolo rischiò di essere demolito per lasciare spazio ad un palazzo destinato al principe Ferdinando, figlio di Maria Teresa: ma si perdette solo il portone del ricetto che proteggeva il borgo. Nell’800 il castello fu utilizzato come pretura, carcere, caserma, e nell’ala destra come opificio. I restauri recenti hanno fatto scoprire affreschi di scuola giottesca. Attualmente il castello è di proprietà privata ed in ristrutturazione. Ospita al pianterreno un ristorante.

  • Villa Borromeo Leggi…

    Iniziata a metà ’700, quando la famiglia D’Adda volle darsi residenza in un luogo di villeggiatura ben collegato con Milano, appare come una sontuosa dimora preceduta dalla vasta corte d’onore che ne accentua la rigorosa impostazione prospettica. Fu il Piermarini a conferirle tra il 1780 e il 1785 l’attuale veste neoclassica, intervenendo su un edificio di Francesco Croce.

    All’interno si incontrano affreschi e decori, una sala con stucchi e pitture agresti, medaglioni, dorature e, sul retro, un parco con piante secolari. Passata in eredità ai Borromeo a fine ’800, la villa subì l’occupazione militare tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale e finì smembrata in abitazioni familiari. Oggi, grazie all’acquisto di un privato ,è stata restaurata e viene utilizzata per eventi.

  • Linificio Canapificio Nazionale Leggi…

    Il Linificio Canapificio Nazionale è testimone di un passato in cui le acque che bagnavano Cassano, persa la funzione protettiva, rappresentavano una risorsa per l’approvvigionamento dell’energia elettrica. Per alimentare il Linificio fu infatti aperta nel 1927 la centrale elettrica che sfruttava le acque della Muzza, il canale d’irrigazione scavato nel 1230 che si stacca dall’Adda proprio a Cassano. Il linificio, inizialmente destinato alla semplice filatura, fu completato con i reparti per la tessitura e il candeggio di lino e canapa.

    In realtà il luogo era occupato da una filanda finché nel 1873 la società LCN, che possedeva già uno stabilimento a Fara Gera d’Adda, acquistò i fabbricati organizzando l’azienda secondo i modelli inglesi, sia nella progettazione che nei macchinari, facendone, verso la fine del 1800, uno dei più grandi linifici d’Europa. Lungo la via che costeggia il fabbricato sorge l’asciutta mole del Convitto Operaio, costruito nel 1907 per ospitare parte delle maestranze. La produzione si è chiusa nel 1994.