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Pieve di San Zaccaria

L’edificio originario è stato probabilmente costruito dai maestri comancini attorno al XII secolo d.C. Lo stile architettonico è dunque il romanico lombardo, la cui struttura però ha subito nel tempo un lento logorio provocato da un lungo stato di semi-abbandono alternato da trasformazioni, riadattamenti e restauri vari, spesso non di buona fattura. Le fonti storiche
ne provano l’esistenza già dal 1198, in quanto la chiesa è nominata pieve da Innocenzo III in una bolla papale.
Il possesso della pieve è stato alternato da famiglie di feudatari e da arcipreti. I Gambarana furono l’ultima famiglia che esercitò il diritto di iuspatronato (diritto di nominare il clero addetto alla chiesa). Nel 1806 la pieve fu declassata a semplice parrocchia. Successivamente venne addirittura sconsacrata, il culto religioso non vi fu quindi più praticato e l’edificio venne adibito a cascinale per usi agricoli. Dal 1964 cominciò il restauro che è durato fino al 1998.
L’aspetto attuale presenta una facciata dove si alternano fasce orizzontali di mattoni e arenaria, suddivisa da quattro semipilastri.
Sopra il portale ad arcate a tutto sesto c’è una bifora con due oculi. L’interno è a tre navate, quella di sinistra è solo parzialmente conservata. I capitelli in arenaria mostrano fiere in lotta fra loro, teste umane e l’immagine di una sirena a due
code.

Loc. Giarone - Rocca Susella